2012 Polonia

La parola oltre i confini

La Polonia ha prodotto i più strabilianti risultati letterari al di fuori dei confini del romanzo: il reportage di Ryszard Kapuscinski e la saggistica in genere, il teatro di Jerzy Grotowski e Tadeusz Kantor, e soprattutto la poesia di Zbigniew Herbert, dei premi Nobel Czesław Miłosz e Wisława Szymborska, di Tadeusz Różewicz, Julia Hartwig e Adam Zagajewski, tra i massimi poeti del Novecento.

Nel 2012 Babel invita la Polonia e coglie l’occasione per esplorare le scritture non romanzesche: il lavoro delle nuove generazioni di poeti, la saggistica di stampo lirico e della «scuola polacca del reportage», il teatro e le letterature visuali come la graphic novel e la poesia in movimento.

Gli autori invitati a pronunciare la «Parola oltre i confini» sono: Antoni Libera, regista teatrale, narratore, traduttore e amico di Beckett, librettista di Penderecki; Libera apre il festival insieme al polonista Francesco Cataluccio, autore di Vado a vedere se là è meglio, passeggiata letteraria attraverso mezzo secolo di storia polacca. Mariusz Szczygiel, autore di «racconti-reportage che si muovono agilmente tra grande giornalismo e buona letteratura e ci ricordano che dietro le apparenze della normalità ogni vita è una, e che non esistono vite insignificanti» (Fofi).
Adam Zagajewski, poeta della luminosità, della gioventù del mondo e delle sue mutilazioni, nonché autore di saggi che inducono a sorprendere il presente con coraggio e calma.
Lech Majewski, regista cinematografico e di teatro, poeta e video-artista che attraversa incessantemente i confini tra arte e cinema, pittura e poesia, osservato e osservatore.
Marzena Sowa e l’illustratore francese Sylvain Savoia, autori della graphic novel Marzi, che narra un’infanzia polacca nei primi anni Ottanta. Jaroslaw Mikolajewski, poeta e traduttore di Dante in polacco.
Le mattine di sabato e di domenica sono dedicate a due antologie di poesia polacca: il critico Roberto Galaverni, il curatore Matteo Campagnoli e altri poeti/traduttori presentano l’antologia Babel Il vetro è sottile, Poeti polacchi contemporanei tradotti da poeti; i curatori Alessandro Amenta e Lorenzo Costantino presentano l’ampia panoramica di Inattese vertigini. Antologia della poesia polacca dopo il 1989, e dialogano con i due maggiori esponenti della generazione di mezzo, Wojciech Bonowicz e Eugeniusz Tkaczyszyn-Dycki.
Infine, oltre ai video di artBabel, in teatro si proietterà il documentario La vita a volte è sopportabile. Ritratto ironico di Wislawa Szymbroska di Katarzyna Kolenda.

Oltre i confini della parola

Il programma «Oltre i confini della parola» propone un intricato percorso di traduzioni tra i diversi linguaggi artistici: il concerto Hourglass Sanatorium del Bester Quarter, vertiginosa interpretazione tra klezmer e jazz del capolavoro di Bruno Schulz composta per il quartetto da John Zorn; la rassegna cinematografica cineBabel, che apre il festival con I colori della passione e dà ampio spazio al giovane cinema polacco; per artBabel, l’esposizione dei manifesti cinematografici e teatrali polacchi dal 1989 a oggi, e le proiezioni delle «poesie visive» di Lech Majewski e di Street of Crocodiles dei Brothers Quay, cortometraggio di animazione a sua volta ispirato ai racconti di Bruno Schulz.

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