2010 Messico

La parola oltre i confini

Nel 1810, il 16 settembre, il «grito de dolores» lanciato da Miguel Hidalgo diede il via alla Guerra di indipendenza messicana; nel 1910 Pancho Villa, Zapata, Serdan e altri insorsero contemporaneamente in diversi punti del paese innescando la Rivoluzione messicana; nel 2000 il Partido revolucionario institucional perse le elezioni dopo 71 anni di potere, e la nazione entrò in quella che è stata definita la «decade del caos».
Il 2010 è l’anno degli anniversari per il Messico, che ricorda i momenti chiave della storia nazionale e confronta il proprio presente con le speranze e gli ideali delle origini. Il presente messicano, che rimarrà comunque intessuto di mistero: paese di deserti, giungle, metropoli, oceani, polvere, piombo, sangue; paese precolombiano, americanizzato, guadalupano, rivoluzionario, sciamanico, zapatista, narcotrafficante. Complessità, meticciato e contraddizione sembrano essere i colori dello stendardo messicano.
In questo anno speciale il festival Babel invita alcuni tra i più significativi scrittori messicani. I protagonisti della «Parola oltre i confini» saranno: Guillermo Arriaga, scrittore di culto, regista di The Burning Plain e sceneggiatore di film come Babel e Amores Perros; Paco Ignacio Taibo II, autore di noir sudici e di analisi limpide, creatore del detective randagio Hector Belascoaran e biografo di figure titaniche come il Che e Pancho Villa; Juan Villoro, scrittore che sa accogliere, in un’atmosfera completamente mutata, l’eredità civile e oracolare di autori come Octavio Paz; Cristina Rivera Garza, che tra romanzo e saggio, spagnolo e inglese, case chiuse e distese desertiche, narra splendidamente il Messico tra Otto e Novecento; Fabio Morabito, uno dei migliori poeti di lingua spagnola viventi, narratore e traduttore dell’opera completa di Montale; Mario Bellatin, che nei suoi libri, «giocattoli bui e radiosi, composizioni di Duchamp fatte di parole», riscrive incessantemente il patto che lega lettore e autore, indicibile e parola scritta; Margo Glantz, scrittrice, traduttrice, accademica, leggenda vivente a cavallo tra due epoche; un omaggio al Messico di Roberto Bolaño, a nostro avviso uno dei più grandi scrittori di lingua spagnola di sempre, con ospiti la sua traduttrice Ilide Carmignani e gli scrittori Juan Villoro e Maurizio Braucci; per concludere, uno sguardo al Messico dall’Italia: Maurizio Braucci ci racconta un viaggio che parte da Napoli e attraversa l’intero Messico alla ricerca delle radici che si intrecciano alla morte e alla vita.

Oltre i confini della parola

Per il programma «Oltre i confini della parola», in quest’edizione messicana Babel propone un progetto transoceanico sviluppato appositamente per il festival: una collaborazione tra il musicista elettronico messicano Los Amparito e il gruppo sardo di musica messicana tradizionale Mexla, una traduzione di generi, epoche e tradizioni che circumnaviga il Messico, le sue musiche e le sue lingue. Sempre organizzata in collaborazione con i Circoli del cinema ticinesi, la rassegna cineBabel offre uno sguardo sull’elettrizzante cinema messicano contemporaneo. Completano questa sezione le varie proposte di artBabel: la collaborazione con l’artista messicano Carlos Amorales per le immagini di Babel; la serie fotografica Letanias del polvo. Viaje a México di Paolo Gasparini accompagnata da un testo di Juan Villoro; il multiplo creato per Babel dall’artista Karim Forlin; il foto-reportage messicano di Cristiano Bendinelli.

Ma quest’anno Babel è cresciuto anche nello spazio e nel tempo, con i workshop di traduzione letteraria e per il cinema del suo Settore ricerca, le proposte del Settore scuole, la nuova sezione extraBabel che tocca altre città svizzere e altre discipline, la Collana Babel delle Edizioni Casagrande e altro ancora.

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