2006 Ungheria

«La traduzione è l’arte del possibile». Iosif Brodskij
«Portare il lettore all’autore, portare l’autore al lettore, con il rischio di servire e di tradire due padroni, è praticare ciò che mi piace chiamare l’ospitalità linguistica. Essa costituisce il modello di altre forme di ospitalità». Paul Ricoeur

Se la traduzione è l’“arte del possibile”, dal 2006 Bellinzona si fa promotrice del dialogo sul possibile, ospitando il primo festival di letteratura e traduzione.
Nei tre giorni di Babel Bellinzona accoglierà narratori e poeti che racconteranno la loro opera, la loro storia, il mestiere di scrivere e il rapporto con la lingua dialogando con interlocutori privilegiati, i loro traduttori.
Gli autori sono scelti con l’obiettivo di estendere la ricerca del possibile, e di quella che Ricoeur ha chiamato “ospitalità linguistica”: la maggior parte degli scrittori invitati non scrive nella propria lingua madre e si confronta anche in sede creativa con il “salto linguistico”, dunque con le molte voci possibili. Beckett e Nabokov, Agota Kristof e Joseph Conrad: sono molti gli scrittori che in tutto l’arco del Novecento, per scelta o per forza, si sono misurati con questa condizione.
Ogni anno il festival si dedicherà a una lingua ospite, cui si affiancano lingue della “Babele” svizzera ed europea. La lingua d’arrivo sarà sempre l’italiano. Nel 2006, a cinquant’anni dai Fatti di Ungheria, la lingua ospite sarà l’ungherese con la presenza di scrittori emigrati che hanno scelto di adottare la lingua del paese d’arrivo, o per i quali è essenziale il rapporto con una cultura straniera.
Letteratura e piacere del testo. Il dialogo fra scrittori e traduttori e fra questi e il pubblico sarà sempre accompagnato dalla lettura dei testi originali e in traduzione.

Babel è un’iniziativa ispirata all’amore per la letteratura che al contempo offre alla Svizzera italiana l’occasione di interrogarsi su molteplicità del mondo contemporaneo che la toccano da vicino, come il rapporto con gli “altri” all’esterno e all’interno della propria realtà e la comunicazione tra diverse lingue e diverse culture.

Il festival si apre con un’anteprima d’eccezione: il 28 giugno 2006 il poeta Premio Nobel Derek Walcott presenta la sua Odissea (The Odyssey, a Stage Version), accompagnato dal traduttore Matteo Campagnoli e da alcuni degli attori che hanno messo in scena la sua opera a Siracusa e Merida. Walcott, più volte definito il massimo poeta di lingua inglese vivente, ha tradotto l’epica omerica in teatro, in danza caraibica, in poesia contemporanea.

Ma la traduzione non è solo un concetto linguistico: Babel svilupperà altre dimensioni del possibile, in particolare trasposizioni di opere letterarie nel linguaggio dell’arte contemporanea (in collaborazione con la rada), del cinema (con i Circoli del cinema) e della musica (i Kafka-Fragmente di Gyorgy Kurtág, ispirati ai Diari di Franz Kafka, eseguiti dal grande András Keller, che recentemente li ha registrati per la ECM, e dal soprano Anna Maria Pammer).

Babel si rivolgerà anche agli allievi delle scuole ticinesi, invitati a Castelgrande per incontrare Donatella Ziliotto, che ha dato la voce italiana al famoso GGG di Roald Dahl, e Ferenc Szijj, autore di una fiaba sulla democrazia, a dialogo con Beatrice Töttössy che racconterà in parallelo I ragazzi della Via Pal di Ferenc Molnar.
Nelle settimane che precedono il festival ReteDue promuoverà il concorso di traduzione Babel.
Gli incontri di Babel avranno luogo a Castelgrande, nella Sala del consiglio comunale e al Teatro Sociale.
La città di Bellinzona, capitale e confine, periferia a crocevia, si presenta come luogo d’eccellenza per il festival di letteratura e traduzione Babel.

Il comitato organizzativo di Babel è composto dal presidente Paolo Agustoni, dal direttore artistico Vanni Bianconi, e da Donata Berra (Collana CH), Franco Buffoni (direttore della rivista «Testo a fronte»), Fabio Casagrande (Edizioni Casagrande), Michele Dell’Ambrogio (Circoli del cinema), Fabio Pusterla (poeta, traduttore), Mathilde Vischer (Centre de traduction littéraire, Lausanne).

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