Philippe Rahmy

Philippe Rahmy

Philippe Rahmy non potrà essere con noi a Babel.

Abbiamo tradotto parte del suo ultimo libro e la sua traduttrice Monica Pavani ci porterà la sua voce.

 

Nato a Ginevra nel 1965, è affetto dalla malattia delle ossa di vetro. È laureato in filosofia ed egittologia, produce video-libri e scrive canzoni per la band I Need My Gasoline. Ha pubblicato due libri di poesia, Mouvement par la fin (Prix des Charmettes) e Demeure le corps. Nel 2014 ha vinto il Premio Michel-Dentan per Béton armé, straordinario corpo a corpo con Shanghai.

«Viaggiare così lontano mi dà un’idea di come sarebbe vivere in eterno. Guardare la città mi fa bene. Ogni edificio è una porta, ogni strada un fossato nero. Notte fonda. Non penso a niente. Vivo. Conto i miei morti. Non invecchiamo per il passare del tempo. Invecchiamo per i morti che ci portiamo dentro, che continuano a morire in noi. Accendo una sigaretta… Farò di tutto per sopravvivere alle persone che amo».

Da: Béton armé, Gallimard, 2015, traduzione di Babel

«Nel secolo della rapidità e della facilità, Rahmy ci restituisce una qualità da sempre propria del viaggio: la difficoltà. Nel suo modo contemporaneo, è più vicino a un Marco Polo che non a noi». J.C. Rufin

 

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