Patrick Chamoiseau

Patrick Chamoiseau

con Franco Buffoni

Teatro Sociale, sabato 13 settembre, ore 15.30

Nato a Fort de France nel 1953. Scrittore di culto, autore di romanzi e racconti, saggi sulla creolità, sceneggiature per il cinema, il teatro e i fumetti. Nel suo romanzo Texaco (Premio Goncourt) ha saputo dare voce alla vitalità complessa delle realtà umane e linguistiche della Martinica.
“Vorrei rassicurare chi leggerà Texaco in traduzione: la prosa di questo romanzo si fonda sul piacere dell’arte della scrittura, quella euforia sommessa che valica la traduzione e sprona e unisce maestri diversi come Joyce, Márquez, Hemingway, Melville; e forse il nome di questa gioia è poesia. Texaco è prolisso per via della sua oralité, perché il creolo ha bisogno di quella sintassi espansiva che si pone domande retoriche accompagnate da gesti, e poi si risponde da sé: un linguaggio distintamente consapevole della propria melodia, delle proprie pause, degli svolazzi e della propensione alla risata persino nella tragedia”. Derek Walcott

«Solibo Magnifique mi diceva: – … Uccello di Cam, tu scrivi. Va bene. Io, Solibo, parlo. La vedi la distanza? Nel tuo libro su Manman Dlo, vuoi catturare nella scrittura il parlato, vedo che ritmo vuoi dare, come vuoi incalzare le parole in modo che suonino alla lingua. Mi dici: Non ho ragione, papà? Io dico: Non si scrive mai il parlato, ma solo parole, altrimenti avresti dovuto parlare. Scrivere è come tirare su il lambi dal mare per dire: questo è il lambi! Il parlato risponde: dov’è il mare? Ma non è questa la cosa importante. Io me ne vado, ma tu resti. Io parlavo, ma tu scrivi annunciando che vieni dal parlato. Mi tendi la mano al di sopra della distanza che c’è tra di noi. Va bene, però tu tocchi con mano la distanza…».
da: Solibo il magnifico, Einaudi 1988, traduzione di Yasmina Melaouah.

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