Nuove traduzioni difficili

Nuove traduzioni difficili

Babel ha chiesto a tre giovani traduttori di scegliere, tra i testi presentati al festival, quelli che comportano sfide particolari: i traduttori discuteranno di questi testi e queste sfide con gli autori.

Teatro Sociale, domenica 17 settembre, ore 10.00

Veronique Volpato con Ugo Cornia
Veronique Volpato è nata a Ginevra nel 1985, dove ha studiato la letteratura francese e italiana. Dopo aver tradotto racconti di Anna Ruchat, lavora per due anni come ricercatrice alla Facoltà di Traduzione e Interpretazione di Ginevra. Vive attualmente in Ticino, dove si dedica all’insegnamento e alla traduzione letteraria.

Marta Silvetti con Susana Moreira Marques
Marta Silvetti (Roma, 1985) si è specializzata in traduzione letteraria presso l’Università La Sapienza di Roma e ha conseguito il Master per Redattori Editoriali presso l’Università di Urbino Carlo Bo. Per La Nuova Frontiera ha tradotto i romanzi di Afonso Cruz Gesù beveva birra e La bambola di Kokoschka; gli albi per l’infanzia di Catarina Sobral e l’abbecedario Mare di Ricardo Henriques e André Letria. Nel 2016 ha ricevuto il Premio Babel-Booksinitaly per la traduzione di La bambola di Kokoschka.

Yari Moro con Abdelfattah Kilito
Yari Moro (1984), nato e cresciuto a Locarno, ha studiato lettere fra Padova e Losanna; dopo alcuni anni ginevrini è tornato in Ticino, dove insegna alla Scuola cantonale di commercio.

 

«Devant la fontaine, ce triangle de noir complet qui s’insinue dans le passage entre la petite étable de Celeste et l’étable de Fonso, le noir le plus noir du monde, ne regarde pas. T’as regardé ? J’ai regardé. Je regarde à chaque fois. T’aurais pas dû. Depuis toujours, c’est là que l’au-delà se reflète dans l’ici, qu’il s’écoule dedans».

Ugo Cornia, da Buchi, Feltrinelli 2016, trad. Véronique Volpato

«Nel paese in cui è emigrata si dice che le persone volano in cielo. A casa sua, da piccola, sentiva dire: è morto, e non torna più. Preferisce andare a morire a casa sua».

Susana Moreira Marques, da Adesso e nell’ora della nostra morte, trad. Marta Silvetti

«La moglie di R. trascorreva tutto il giorno dietro la porta e si ritirava in casa solo sul far della notte, poco prima che suo marito rientrasse. Non usciva mai, non invitava mai nessuno. Donna della soglia, viveva sul confine con il mondo esterno, da cui, però, raccoglieva clandestinamente tutte le voci. Di lei non si sapeva nulla, se non che fosse la moglie di R. e che la sua curiosità era senza limiti».

Abdelfattah Kilito, da La querelle des images, Éditions Eddif 2000, trad. Yari Moro

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