Ma Jian

Ma Jian

è nato in Cina, a Qingdao, nel 1953. Ha lavorato come riparatore di orologi, pittore di poster di propaganda e fotoreporter, poi ha abbandonato il lavoro e viaggiato per tre anni attraverso la Cina, viaggio descritto in Polvere rossa (Neri Pozza 2002). Nel 1987 ha pubblicato la raccolta di racconti sul Tibet Tira fuori la lingua (Feltrinelli 2008), libro che gli è costato la condanna pubblica del governo cinese, il bando delle sue opere e l’ha spinto all’esilio a Hong Kong prima, poi in Germania e a Londra dove vive tuttora. I suoi libri non possono essere pubblicati in Cina, e l’autore non può varcare la frontiera cinese. Se non con la scrittura, e libro dopo libro Ma Jian rivisita momenti tragici e taciuti della storia cinese, ritrova la lingua di quegli anni, riaccende la rabbia, ritorna a casa.

“Una delle voci più importanti e coraggiose della letteratura cinese contemporanea”. Gao Xingjian, vincitore del Premio Nobel.

«La vita in Cina è un buco nero e io mi ci voglio immergere. Non so dove sto andando, so soltanto che devo muovermi. Porto con me tutto quello che ero; tutto quel che sarò mi aspetta sulla strada che percorrerò. Voglio pensare camminando, vivere sempre in movimento. Non sono più in grado di reggere una vita chiuso dentro a una stanza».
Da: Ma Jian, Polvere rossa, Neri Pozza 2010, traduzione di Monica Morzenti.

Cina > Londra, terzo millennio.
Un dialogo tra due dei più amati e controversi scrittori cinesi, entrambi in esilio a Londra ma che vivono tanto Londra quanto l’esilio in modi diametralmente opposti.

Teatro Sociale, domenica 18 settembre, ore 14.00

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