Franca Cavagnoli

Franca Cavagnoli

con Earl Lovelace

Teatro Sociale, sabato 13 settembre, ore 17.30

ha pubblicato i romanzi Una pioggia bruciante e Non si è seri a 17 anni, il racconto Mbaqanga (Feltrinelli 2013), i saggi Il proprio e l’estraneo nella traduzione letteraria di lingua inglese e La voce del testo (Feltrinelli 2012, Premio Lo straniero). Ha tradotto e curato opere di J.M. Coetzee, Nadine Gordimer, Toni Morrison, V.S. Naipaul, Jamaica Kincaid, Katherine Mansfield, W.S. Burroughs, Mark Twain. Collabora a “il manifesto” e “Alias”. Insegna traduzione letteraria presso l’ISIT e l’Università degli studi di Milano. Nel 2010 ha vinto il premio Fedrigoni – Giornate della traduzione letteraria. Nel 2011 ha ricevuto il premio Gregor Von Rezzori per la sua nuova traduzione di Il grande Gatsby di F.S. Fitzgerald. È membro del comitato del Premio Babel.

«Al Federation Cafè vedrò Science Man, che, dice mio padre, “i libri hanno impazzito”, e che durante la guerra, dicono, fu condannato a un periodo di prigione per aver messo su una radio. Ora Science Man si aggira furtivamente per la strada con una smorfia in viso, e di tanto in tanto prende a testate il palo del telefono. Britain, nel suo stesso vestito di sempre, rosso bianco e blu; Graham, con la sua ernia; Pretty Foot, il nostro travestito; Fowl, che canta ancora come il gallo che ha rubato a Mother Alice; la sacerdotessa di Shango. Queste sono le nostre celebrità. Le loro avventure, i loro scontri, i loro momenti di pazzia, i loro modi di dire, questi sono i soggetti delle nostre conversazioni. E per ognuno di loro c’è una storia: un orgoglio ferito, un’ambizione controproducente. Ogni storia si conclude trionfalmente con una sconfitta, un pentimento e delle scuse. Questo era il nostro folclore. Fino a quel giovedì sera, non li avevo mai collegati l’uno all’altro in questo modo. Fu in quel momento che sentii il peso delle loro scuse e della loro sconfitta per la prima volta; e per la prima volta guardai la nostra città».
Earl Lovelace, dal volume di racconti in uscita per Cartacanta, traduzione di Giuseppe Sofo

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