Earl Lovelace

Earl Lovelace

con Franca Cavagnoli

Teatro Sociale, sabato 13 settembre, ore 17.30

Nato nel 1935 a Trinidad. Autore di racconti, romanzi e scenografie, considerato uno dei maestri della contaminazione di inglese e vernacolo, nelle sue opere coglie e mette in crisi i paradossi insiti nei cambiamenti sociali e i conflitti tra cultura rurale e urbana. È vincitore di svariati, premi tra cui il Commonwealth e il Bocas. In italiano Angelica ha pubblicato Il drago non balla (2008), furiosa storia vernacolare delle steelband e del carnevale.

«Al Federation Cafè vedrò Science Man, che, dice mio padre, “i libri hanno impazzito”, e che durante la guerra, dicono, fu condannato a un periodo di prigione per aver messo su una radio. Ora Science Man si aggira furtivamente per la strada con una smorfia in viso, e di tanto in tanto prende a testate il palo del telefono. Britain, nel suo stesso vestito di sempre, rosso bianco e blu; Graham, con la sua ernia; Pretty Foot, il nostro travestito; Fowl, che canta ancora come il gallo che ha rubato a Mother Alice; la sacerdotessa di Shango. Queste sono le nostre celebrità. Le loro avventure, i loro scontri, i loro momenti di pazzia, i loro modi di dire, questi sono i soggetti delle nostre conversazioni. E per ognuno di loro c’è una storia: un orgoglio ferito, un’ambizione controproducente. Ogni storia si conclude trionfalmente con una sconfitta, un pentimento e delle scuse. Questo era il nostro folclore. Fino a quel giovedì sera, non li avevo mai collegati l’uno all’altro in questo modo. Fu in quel momento che sentii il peso delle loro scuse e della loro sconfitta per la prima volta; e per la prima volta guardai la nostra città».
Earl Lovelace, dal volume di racconti in uscita per Cartacanta, traduzione di Giuseppe Sofo

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