Daniele Benati

Daniele Benati

è nato a Reggio Emilia nel 1953. Ha insegnato come Lettore di Italiano in diverse università di Irlanda, Stati Uniti e Ungheria. Ha tradotto e curato opere di scrittori irlandesi e americani, fra cui James Joyce, Samuel Beckett, Flann O’Brien, Ring Lardner, Castle Freeman, Miriam Toews e Brian Friel. Assieme a Gianni Celati ha tradotto e curato l’antologia Storie di solitari americani (Rizzoli 2006) e ha curato l’edizione americana del monologo teatrale Carta canta di Raffaello Baldini (Bordighera Press, Florida, 2000). Ha pubblicato le seguenti opere di narrativa: Silenzio in Emilia (Feltrinelli 1997, Premio Loria 1997, finalista Premio Chiara 1998); Cani dell’inferno (Feltrinelli 2004, finalista Premio Bergamo 2005); Opere complete di Learco Pignagnoli (Aliberti 2006); Un altro che non ero io (Aliberti 2007); Baltica 9 (con Paolo Nori, Laterza 2008). È stato redattore dell’almanacco letterario “Il Semplice” (Feltrinelli 1995-1997) e della rivista “L’accalappiacani” (Derive&Approdi, 2006-2010).

 
L’aldilà in un cassetto, in Emilia e a Catania
Tre voci italiane a cura di Moby Dick di Rete Due

Con Ugo Cornia, Daniele Benati e Viola di Grado

Teatro Sociale, sabato 16 settembre, ore 10.00

 
«Dopo che uno è morto continua a vagare in terra più o meno nei luoghi che abitava, senza sapere di essere morto, e con in testa le ossessioni che l’hanno perseguitato da vivo. Ma succede che le cose qualsiasi e banali, viste dall’aldilà, diventano visioni come quelle dantesche, e l’ordinario si rivela come la cosa più immaginifica che esista».

Daniele Benati, da Silenzio in Emilia, Quodlibet 2009

babel_cat_small