Abilio Estévez

Abilio Estévez

with Barbara Bertoni

Teatro Sociale, Sunday September 14, 3.30 PM

Abilio Estévez was born in Havana, Cuba, in 1954 but has been resident in Barcelona for the past ten years. Estévez’s writing covers a wide variety of genres – the novel, short stories, poetry, theatre and dance – and he has been awarded important prizes within all these areas. Of his four novels, two have already been translated into English: Thine is the Kingdom (2001) and Distant Palaces (2004). His last two novels (El navegante dormido, Tusquets, 2008; El bailarín ruso de Montecarlo, Tusquets, 2010) deal with themes of isolation and exile.

«Non era il mare, lo sappiamo, bensì l’abisso immenso, l’oscurità che sembrava senza limiti e che, certo, provocava terrore. La percussione delle onde contro le scogliere, non saprei dire perché, di notte si amplificava. Un suono aspro, come di tuono. Il lampeggio del faro del Castillo del Moro svelava e occultava l’agitarsi di schiume. Ed ecco che, nel fondo di quella profondità, si intravedevano lucine lontane ed esitanti, che a loro volta alimentavano la paura (la solita paura). Non domandavo cosa fossero. Me l’avrebbero spiegato: le lampade, caro, le lampade a olio delle imbarcazioni dei pescatori. Ma io preferivo non saperlo, per quanto mi spaventasse la realtà che l’immaginazione sovrapponeva alla realtà. A quel tempo, come adesso, come sempre, preferivo le risposte dell’immaginazione, per orribili che fossero, a tutta la precaria verità, le dubbie motivazioni della logica. Alla fine, la realtà è sempre peggiore».
Abilio Estevéz, da: Inventario secreto de La Habana, Tusquets editores, 2004, traduzione di Babel

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