2016. Greater London

Città europea uscita dall’Europa, metropoli occidentale con un sindaco musulmano, giungla di cemento brutalista dietro la Giungla di Calais, stratificazione di flussi migratori recenti e remoti, vicini o lontani, assimilati o negati. Londra è uno spaccato di Regno disunito, di Europa frantumata e mondo in transito: multiculturale e monolingue, rifugio e rifiuto, scossa ma non mescolata, Londra è il mutamento costante, è la contraddizione su cui si fonda il nostro presente.
Gli scrittori invitati a Babel nel 2016 sono londinesi perché esiliati, rifugiati, innamorati e liberati. A Babel hanno portato quello che a Londra stava per accadere: testi in uscita, nuove traduzioni e progetti editoriali allora ancora inediti di Ma Jian e Xiaolu Guo, Nadifa Mohamed, Linton Kwesi Johnson, Sulaiman e Saleh Addonia, Specimen e Adania Shibli, e Kate Clanchy, Don Paterson, Chloe Aridjis, Annie Holmes e Meike Ziervogel.

Hanno partecipato inoltre, Alessandro Leogrande e Alganesh Fessaha per Moby Dick di Rete Due; Odile Cornuz, Laura Accerboni e Ulrike Ulrich per Poethreesome, un programma di traduzione reciproca tra poeti e potesse svizzeri; poi Fabio Pusterla e Massimo Gezzi per il Giro d’Italia; Alan Alpenfelt e Eleni Maragkaki per onAir B&B.

L’edizione 2016 ha visto inoltre il lancio di “Specimen. The Babel Review of Translations”.

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