2015. Letterature della Svizzera

Nel 2015 Babel era svizzero: dieci anni di viaggio attraverso le lingue e le letterature mondiali ci hanno portato sulla soglia di casa, e come dopo ogni viaggio quella soglia era diversa. Entriamo. C’è una forte tensione tra le lingue, tra lingua e dialetti, tra oralità e scrittura, e sta dando risultati letterari senza precedenti. Perché la lingua della Svizzera è la traduzione, e per essere viva deve farsi interprete delle voci della sua confederazione di culture: il tedesco e i suoi dialetti svizzeri, l’italiano e il francese, il romancio e le lingue dell’immigrazione, le varie ibridazioni del parlato.Le nuove generazioni di scrittori, cresciute in una Svizzera multietnica ed esposte a influenze culturali miste e molteplici, si muovono tra questi plurilinguismi per creare la propria parola a partire dalle lingue date. Per quel che riguarda l’area tedesca in particolare, il bilinguismo è anche nella propria lingua, e per la prima volta i giovani autori si confrontano tanto con la tradizione letteraria di lingua tedesca quanto con la lingua che parlano e ascoltano quotidianamente.

Babel ha esplorato svariate dimensioni di questa fertile tensione plurilingue con alcuni tra i migliori scrittori svizzeri. La misura dialogica è stata assecondata invitando gli autori a coppie: Pedro Lenz e Guy Krneta, capaci di cogliere le qualità umane ed espressive della contemporaneità dialettale; Peter Weber e Matteo Terzaghi, che da nord e da sud hanno immaginato l’apertura dei tunnel dell’AlpTransit e il conseguente mutamento della nostra geografia mentale; Pierre Lepori e Silvia Ricci Lempen, che operano in modi antitetici tra francese e italiano. O a dialogare con i loro traduttori e altri artisti: Noelle Revaz, scrittrice imperfetta e infuturibile, con Maurizia Balmelli; lo scrittore romancio e cosmopolita Arno Camenisch con Roberta Gado; Philippe Rahmy, e Shanghai vista attraverso ossa di vetro, con Monica Pavani; la performance della scrittrice ungaro-svizzera Melinda Nadj Abonji e di Jurczok.Venerdì sera si è festeggiato il decimo anniversario di Babel e della Casa dei traduttori di Looren con l’aperitivo-cena al barBabel e il cabaret multilingue di Jürg Kienberger e Claudia Carigiet al Teatro Sociale.

Il sabato sera, il concerto di due gruppi della stupefacente new wave ticinese, i Fedora Saura, con incursioni del collettivo spoken word Bern ist Ueberall, e i Pussywarmes.
Hanno completato il programma principale le proiezioni di cineBabel, i laboratori di traduzione e gli incontri per varie scuole cantonali, un numero straordinario di pubblicazioni in libro e su rivista che hanno promosso il dibattito sulla letteratura svizzera contemporanea in Svizzera e in Italia, e i primi passi verso una nuova, rivoluzionaria dimensione di Babel.

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