2014 Antille

La nona edizione del festival Babel, dedicata alle lingue e letterature delle Antille è stata un’edizione straordinaria per il numero di culture ospiti – da Haiti a Cuba a Trinidad alla Martinica alla Giamaica – e di lingue ascoltate. Ma più ancora della quantità, ha sorpreso la qualità: in questo arcipelago, così centrale e così remoto, gli scrittori hanno un rapporto con la lingua unico al mondo ed estremamente liberatorio per chiunque si confronti con la scrittura o si trovi a vivere tra più varietà linguistiche: non sembra esserci frattura tra lingua orale e lingua scritta, né tra lingua standard – l’inglese, il francese, lo spagnolo – e le varietà di dialetti, vernacoli e creoli. Per questo i giorni del festival sono stati una vera Babele di invenzioni linguistiche, ritmiche e verbali che hanno portato a Bellinzona la voce viva, umana e ispirata delle isole caraibiche.

Ma la vera ospitalità lavora nei due sensi. Se questo atteggiamento nei confronti del linguaggio può dipendere dall’incredibile stratificazione di culture che fanno delle Antille un villaggio globale ante-litteram, e quindi un luogo a cui guardare per riconoscere il nostro futuro, il rapporto tra le isole caraibiche di lingue diverse è scarso. Babel ha dato l’occasione a molti scrittori di incontrarsi per la prima volta, e da questo incontro è maturata una richiesta: Babel ha ora il compito di stilare un manifesto che affronti il problema delle traduzioni di scrittori caraibici nelle diverse lingue e della distribuzione dei libri nelle varie isole. Gli scrittori ospiti firmeranno il manifesto e porteranno avanti l’iniziativa dapprima al Bocas festival di Trinidad poi nell’intero arcipelago. Questo progetto, insieme ai libri, alle rubriche e agli articoli pubblicati, ai premi consegnati, agli strumenti forniti ai giovani traduttori, e alla gioia e alla concentrazione del pubblico del festival, è una conferma della rilevanza del lavoro svolto da Babel per l’ospitalità linguistica e la comunicazione tra le culture.

Manifiesto para un archipiélago menos aislado
Manifesto pour un archipel moins isolé
Manifesto for a less isolated archipelago

11-14 settembre 2014: Trinidad, Cuba, Giamaica, Martinique, Haiti, Repubblica Dominicana, Bahamas

Nel 2014 Babel ha esteso la ricerca avviata nel 2013 con le letterature francofone dell’Africa, dopo un continente un arcipelago, e dopo un’unica lingua una varietà di lingue: ospiti del festival erano gli scrittori delle Antille, le isole caraibiche occupate a turno da tutte le potenze coloniali europee e popolate dai discendenti delle tribù indigene e degli africani deportati in massa al tempo della tratta degli schiavi, ex coloni, meticci e una moltitudine di immigrazioni remote e recenti. Un crogiolo di razze e di culture le cui radici storiche affondano profonde in Africa e in Europa, ma le cui ramificazioni si spingono verso le Americhe e il mondo intero. O meglio, come mangrovie, si radicano e ramificano nel mare reagendo all’incessante cambiamento delle correnti e delle maree con una capacità di adattamento, aggregazione, ribellione e riconquista unica al mondo.

Dallo spagnolo di Cuba e della Repubblica Dominicana al francese di Haiti e della Martinica, all’inglese di Trinidad&Tobago e della Giamaica all’olandese di Curacao, al portoghese, al hindi, al cinese, alla varietà di patois e creoli, le lingue delle Antille rispecchiano questo ricchissimo e drammatico groviglio di influssi diversi. Le letterature delle Antille sono i frutti di questo complesso intrico di radici, inflorescenze, marosi, mostri marini e ramificazioni.

Gli autori di Babel 2014 erano Earl Lovelace, Lyonel Trouillot, Abilio Estévez, Elizabeth Walcott-Hackshaw, Rita Indiana Hernandez, Patrick Chamoiseau, Robert Antoni, Kei Miller, Bern ist Überall.

 

 

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