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Babel. Festival di letteratura e traduzione

L’edizione 2016 è dedicata a Londra che brexit fino a Bellinzona dal 15 al 18 settembre: Greater London.

Nel frattempo Babel a Londra c’è stato, nell’incredibile Wilton’s Music Hall (programma sul sito di Wilton’s), e si è fermato sulla soglia di “Specimen. The Babel Review of Translations”: www.specimen.press 

E qui il teaser di Babel 2015, e altri video sulla nostra pagina Vimeo.

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Babel, il decimo anniversario

Fabio Pusterla: “Dieci anni: sembra incredibile. Tanto più che ai dieci anni visibili se ne potrebbero aggiungere altri, di lenta gestazione. Babel nasce dieci anni fa, certo, ma raccoglie i frutti di iniziative precedenti: una coraggiosa collana fortemente voluta da Fabio Casagrande, che si riprometteva di raggiungere finalmente la grande distribuzione italiana pigiando sul tasto delle traduzioni di qualità; e prima ancora nel decennio 1990/2000, il tentativo della rivista «Idra», che appunto alla traduzione dal francese e dal tedesco dava un larghissimo spazio. E allora Babel è stato anche il tentativo, che oggi si può dire almeno in parte riuscito, di trasformare l’assetto culturale della Svizzera italiana, di aprirlo alla circolazione europea delle idee, alle grandi letture. Proprio per questo, mi sembra, il cuore di Babel è sempre stato quello della traduzione: traduzione come luogo di incontro e di dibattito, di inquietudine e di scoperta; traduzione intesa con rigore, ma anche con gioiosa allegria, con l’intenzione di non rivolgersi soltanto agli “specialisti”, ma a tutti i lettori curiosi. Una parte della Svizzera italiana (e dell’Europa) in questo decennio si è chiusa nella paura e nel rancore, nella difesa di piccoli o grandi privilegi. Babel rappresenta invece l’altra faccia della medaglia, il coraggio dell’apertura e del confronto. Non è poco”.

Franco Buffoni: “Dieci anni fa nessuno di noi del primo comitato di Babel si sarebbe azzardato a scommettere che saremmo giunti a festeggiare il decennale. Ricordo come si partì: in sordina con l’Ungheria. Poi via via siamo cresciuti fino ad abbracciare altri continenti e soprattutto fino a coniugare il concetto di traduzione con quello di globalizzazione, come in particolare hanno dimostrato le due ultime edizioni. E questa decima edizione, dedicata alla Svizzera, vuole solo andare più in profondità. Scavando nei propri immediati dintorni, come Wittgenstein e Sereni insegnano, si comprendono meglio anche le cose lontane”.

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Babel è il festival letterario centrato sulla traduzione, sia in senso stretto – scrittori che hanno uno stretto rapporto con più lingue o più culture a dialogo con i loro traduttori italiani, laboratori di traduzione, traduzioni tra le arti e pubblicazione di libri – sia come metafora di ospitalità linguistica, attraversamento e incontro.

Ogni anno Babel invita una lingua ospite, e questa si presenta sotto forma di scrittori, artisti, musicisti e traduttori: l’ungherese, le lingue balcaniche, gli inglesi uniti d’America, il russo, lo spagnolo messicano, le lingue della palestina, il polaccoil francese d’Africa e le lingue delle Antille, con ospiti come Derek Walcott, Amitav Ghosh, Mourid Barghouthi, Adam Zagajewski, Ismail Kadaré, Jamaica Kincaid, Ljudmila Ulickaja, Ruben Gallego, Paco Ignacio Taibo II, The Tiger Lillies, West-Eastern Divan Orchestra e András Keller.

Accanto alla programmazione letteraria, denominata «La parola oltre i confini», con «Oltre i confini della parola» Babel estende la sua ricerca agli altri linguaggi artistici. Completano il festival il Settore ricerca, Scuole, extraBabel, infraBabel.

Babel ha vinto il Premio svizzero di letteratura 2013 per la traduzione e mediazione letteraria e il Premio della Giuria

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